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lunedì 1 settembre 2014

I Clienti sono saggi

Molto interessante questa citazione [fonte] di Jan Koum, CEO di Whatsapp, risalente all'aprile 2014:
There’s not enough money and not enough celebrities in the world to convince people to use a shitty product. People are so savvy these days. People expect a good user experience.
Perché non solo viene dato il giusto peso all'utente, come ormai è prassi in qualsiasi intervista a manager di livello, ma gli viene riconosciuta la saggezza propria di un consumatore facente parte di un mercato maturo. Ormai il consumatore è in grado di usare e giudicare un prodotto senza troppi condizionamenti da parte degli esperti amplificati dai mezzi di comunicazione.


lunedì 14 ottobre 2013

Lottiamo per un mondo migliore

Voglio lottare per un mondo migliore. Un mondo in cui io possa vivere meglio. Un mondo in cui tutti possiamo vivere meglio.

Per farlo dobbiamo tutti sforzarci di raddrizzare quello che sembra a posto, ma che invece è un po' storto. Magari poco, ma fastidiosamente storto.

Possono aiutarci la politica, la musica, la follia, il calcio, i computer, la pizza, il colore rosso, il basilico, le lampadine, i maglioni, gli occhiali, le mutande, la religione, le chitarre, la pioggia, le candele (e smetto ché mi sento Jovanotti a partire con gli elenchi).

Oggi ho fatto meglio di ieri. Ma meno di domani.

domenica 20 gennaio 2013

Competizione al ribasso


In molti corsi, libri, metodi, workshop, master, film che trattano del tema della "motivazione", viene insegnato come sia all'interno di se stessi che è più sensato trovare lo stimolo a migliorare la propria vita.
Interessante davvero, e sul momento certamente condivisibile, ma il nostro "essere umani" ci costringe a cercare anche al di fuori di noi gli esempi da seguire che facciano da stimolo alla nostra tensione mentale di puntare più in alto.

In Italia tutto questo è però tremendamente complicato. 

Prendiamo ad esempio l'apertura della nuova tratta di linea metropolitana a Milano, la M5 Lilla: una prima tranche di 7 stazioni avrebbe dovuto essere inaugurata a metà 2011, ma siamo ad inizio 2013 ed ancora non c'è una data certa di inaugurazione (o meglio, le date ci sono, ma continuano ad essere modificate; qui l'ultimo nebuloso rinvio). E la colpa dei rinvii è, che ve lo dico a fare, sempre di qualcun altro, mai della persona o istituzione o impresa intervistata.

Non c'è verso. Quando ti guardi intorno in cerca di esempi positivi non ne trovi. Qualche caso eccezionale certo che esiste, ma il livello medio di tutto il sistema è desolatamente basso, in nessun modo capace di stimolare noi cittadini tutti a far meglio, a comportarsi bene, a metterci tutte le nostre energie per migliorare la nostra e la vita di chi ci sta intorno.

E così ci conformiamo al ribasso, a soddisfare l'aspettativa minima, a sentirci a posto con la coscienza per aver reso fede ai nostri impegni con il minimo risultato e il minimo sforzo, senza sentirci ridicoli di aver risposto a una mail o a una telefonata solo con lo scopo di rimandare ad altro tempo o ad altro collega la difficoltà, senza aver cercato in nessun modo dii risolverla.

Credo sia questo uno dei problemi difficilmente risolvibili oggi, altro che finanza e industria e politica: ci vuole una modifica nella nostra testa, in quella di tutti, per migliorare ognuno il proprio progetto di vita e, tutti insieme, un progetto di società. Migliore.

martedì 7 agosto 2012

Perché non ci liberiamo dalle cose che non usiamo?

Molto interessante questa osservazione che leggo su minimoblog, ripresa a sua volta da uno studio statunitense a proposito della quantità di oggetti che una famiglia americana media possiede.

Per chi abita in città e, volente o nolente, si trova più di una volta nel corso della vita a cambiare appartamento (in provincia succede meno spesso, fidatevi), si sarà ben reso conto di quante scatole siano necessarie per contenere la nostra roba.

Proprio stamattina un traslocatore mi ha detto che, tipicamente, per una casa di 3 stanze sono necessarie 100 scatole per contenere tutto.

Ma vengo al dunque.

La società odierna ci offre centinaia di occasioni per acquistare oggetti: ricorrenze, compleanni, cene, inviti, vacanze, sensi di colpa, una famiglia che vive lontana e che si tiene in vita a colpi di regali, saldi, shopping center, hobby, sport. Qualcuno sarà tanto bravo da resistere nella maggior parte delle occasioni, ma prima o poi capita a tutti di cascarci.
E così accumuliamo, aggiorniamo le nostre appendici tecnologiche, ci procuriamo nuovi oggetti da spolverare (i ciapapolver!), acquistiamo nuovi ricordi da ammirare, ci godiamo nuovi vestiti da indossare.

Non c'è niente di male in tutto ciò, non fatemi passare per moralista.
Quello che manca, però, sono le occasioni nelle quali possiamo liberarci di tutti quegli oggetti che non vogliamo più! L'unico rifugio per questa roba è la spazzatura, ma se un piccolo elettrodomestico funziona ancora dispiace buttarlo, se un vestito è solo fuori moda ma integro dispiace separarsene, ecc.

Insomma, mancano rituali di abbandono, di regalo, di riciclo, di riutilizzo.


domenica 29 gennaio 2012

Abbiamo bisogno di darci una speranza!

Ognuno di noi sceglie uno o più quotidiani da leggere/sfogliare e uno o più settimanali o periodici o mensili da leggere/sfogliare.
Acquistare un mazzo di fogli stampati è sempre stato un modo di classificare le persone, dargli un voto e una connotazione politica.

E così tento di sfogliare quanti più giornali mi capitano ogni giorno sotto tiro (perché lo ammetto, difficilmente vado in edicola ad acquistarli), inorridendo per titoli inammissibili, deprimendomi per l'ennesima inchiesta, andando avanti-veloce sulle pagine che cavalcano l'onda popolare.

C'è invece un magazine snobbato da molti, specialmente negli ambienti più tecnici e social, l'ormai non più giovane Wired, che pur in un tripudio di articoli inutili, riesce a trasmettere carica, energia, voglia di fare, voglia di guardare avanti. Ce n'è un gran bisogno.

Una rivista che apre le porte sul mondo intero, che non risuona solo di discorsi di palazzi del potere e di piazze invase da manifestanti urlanti, che riesce a scovare la piccola storia e la rubrica satirica in grado di divertire e accendere una piccola lampadina nel cervello.

Coscienza che molte cose nel mondo non funzionino l'abbiamo presa in molti, ok? Credo sia venuto il momento di proporre un'alternativa. Ce n'è un gran bisogno.

venerdì 1 ottobre 2010

Lavori e vuoi laurearti?

Il marketing di CEPU dovrebbe allinearsi ai tempi che corrono, perché il rischio è di sembrare fuori dal tempo. La frase di aggancio Lavori e vuoi laurearti?, in periodo di crisi economica, mette quasi i brividi.

Sono troppi i ragazzi che sono laureati e vorrebbero lavorare...
 

domenica 11 luglio 2010

Nelle aziende lavorano persone. Anche in Google.

Anzi, specialmente in Google! Seguendo assiduamente i blog ufficiali che Google ha per ogni suo servizio (YouTube, Gmail, Google Docs, ecc.) e tramite i quali ne annuncia le novità implementate, emerge una costante: le nuove feature inserite sono spesso il risultato di un'esigenza che il programmatore ha nella sua vita privata.

L'ultimo esempio riguarda l'utilizzo della videochat integrata in Gmail. Il post è questo. La nonna vorrebbe rimanere in contatto con la famiglia usando la videochat, ma non sa come attivarla. Detto fatto. Prodotti un video introduttivo, una guida stampabile e un concorso per le 100 migliori foto inviate. Chicca finale: nel premio è contenuta una videocassetta VHS con il video in questione, perché si sa che le persone anziane hanno ancora in casa un videoregistratore! Splendido.

Dare spazio alle persone, alla loro creatività e ai loro bisogni è quindi un valore aggiunto per un'azienda. E se lo fanno in Google, perché non possiamo farlo anche noi?


sabato 10 luglio 2010

Software ready to use "out of the box"

Ogni giorno mi convinco sempre più che, per far esprimere al meglio le potenzialità di in software (o di un sito Internet alzando in po' lo sguardo) è necessario che la sua interfaccia rappresenti già il meglio che può offrire.

Perché gli utenti sono pigri, fastidiosamente pigri, così pigri da non cercare neanche per 2 minuti il modo di risolvere un intoppo da soli.

E a nulla valgono le infinite possibilità di personalizzazione offerte: tutto il meglio dev'essere già lì, a disposizione.

Quindi, a noi tutti che lavoriamo nel campo del software, dell'hardware e del web, diamoci da fare per rendere immediatamente fruibili i nostri prodotti. A tutti, non solo ai nostri simili.

mercoledì 7 luglio 2010

Lotta, spingi...

Si lotta, ci si spreme le meningi, ci si incazza, alle volte si inizia presto e altre si finisce tardi, si cerca uno spiraglio per farsi notare o si svicola per non prendersi tropo sul serio.

Il lavoro è una lotta, ma, se si è fortunati, si viene ache premiati.

Come dice l'editoriale di Wired di questo mese:
- Papà è vero che alla fine i buoni vincono sempre?
- È vero, amore, anche se a volte per la fine bisogna aspettare un po'.

mercoledì 16 giugno 2010

Correre o star fermi?

Le nostre azioni rischiano di rimanere in sospeso, impantanate in una ricerca spasmodica e quasi fine a se stessa dalla domanda "Potremmo fare così": perché se è giusto cercare di migliorarsi, altrettanto vero è che bisogna decidersi ad agire prima o poi!

L'estremo opposto è la domanda: "Abbiamo sempre fatto così": fermi, immobili, ancorati alle nostre consuete disposizioni e ragionamenti.

E così complicato trovare il giusto mix tra queste due tendenze in egual modo auto-distruttive?

[Inspired by Seth Godin]

mercoledì 24 marzo 2010

Alza(ti) i(n) piedi

Perché quando cammini per la strada, in ufficio o mentre sali le scale strisci costantemente i piedi a terra? Non sei sicuro di te? Non hai voglia di affrontare questa splendida giornata?

Fatti un favore: non succede nulla se scompari per un giorno e ti ritiri in casa a recuperare grinta, energia e motivazione. 

Fino a quando ti sentirai di nuovo sicuro!