lunedì 2 giugno 2014
Indy!
Ma Spielberg e Ford non hanno deluso. Ce l'hanno fatta!
Pur con una tecnologia che ha permesso un finale hollywoodiano e che rende quasi infantili gli effetti speciali degli anni 80, gli ingredienti sono rimasti gli stessi e hanno sfornato un ottimo piatto.
L'umorismo tipico della "famiglia Jones", a cui si è aggiunto un figlio, fatto di battibecchi ed espressioni da folli; gli inseguimenti e i combattimenti che uniscono follia e una sana voglia di prendere in giro le seriose analoghe scene di altri film; il gusto per una scenografia vecchio stampo fatta di ragnatele, serpenti, meccanismi di apertura e chiusura di passaggi segreti, formiche, ragni; un nemico al servizio di un'idea di superiorità fisica e spirituale degli antichi da sfruttare per il proprio regime (nazista prima, stalinista ora).
E poi splendide le evidenti citazioni di se stesso: l'apertura con l'indugiare sul cappello (e il conseguente finale con un apparente cliffhanger subito smentito nella conclusione della scena) prima dell'inquadratura su Indy; la fobia dei serpenti quando è l'unica speranza per salvarsi (dalle sabbie mobili); la scena in cui sta tenendo lezione, con le ragazze che lo guardano estasiate... e tanto altro.
Un bel film quindi, consigliato a chi è appassionato della saga, da vedere dopo un veloce ripasso dei precedenti. Ancora una volta: grazie Steven!
martedì 27 dicembre 2011
Recensione: Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Santo Stefano classicamente dedicato al cinema. Quest'anno anche per me.
A 10 minuti dall'inizio mi avvicino alla biglietteria tra una folla ragguardevole, timoroso di non trovare posto in sala. Alzo gli occhi allo schermo che indica i posti rimasti: Natale-da-qualche-parte 6 posti, Pieraccioni-che-parlo-in-toscano-per-far-ridere 0 posti, Il-gatto-con-gli-stivali-che-ai-bambini-un-cartone-bisogna-darlo 2 posti, Sherlock Holmes... 280 posti liberi!
Peggio per loro! Si sono persi un film divertente, neanche troppo pieno d'azione, con una trama leggerina ma funzionale a portarci in giro per l'Europa e farci godere una bella fotografia; con molte sequenze "poco cinematografiche" ma spettacolari (soprattutto i percorsi dei congegni esplosivi visti dall'interno); con un inspiegabile e ripetuto ricorso allo slow motion di wachowskiana memoria; con poco spazio concesso alle grazie femminili (che vanno bene per carità, ma non buttate dentro a forza tanto per); con il consueto (per Guy Ritchie) coinvolgimento di comunità zingare.
Decisamente un film, se vi piace il genere, da godere sul grande schermo (frase dovuta ma senza senso: guardatevelo pure sullo smartphone che è bello uguale).
giovedì 4 agosto 2011
Harry Potter: ne vale la pena?
lunedì 20 settembre 2010
Diamoci dei limiti.
sabato 14 novembre 2009
Lasciami entrare: recensione
domenica 2 agosto 2009
Recensione film: Twilight
Alcune cose annotate:
- La protagonista, Isabella Swan, detta Bella (che a Roma deve suonare meglio che in qualsiasi altra parte del mondo) agisce in maniera incomprensibile: non perché si innamora di un vampiro, ma perché lo fa al primo secondo in cui lo vede con un'intensità da film a luci rosse.
- La sceneggiatura non è proprio il massimo della coerenza né
del tratteggio psicologico, soprattutto dei compagni di scuola di Bella che vengono presentati come le tipiche macchiette da liceo californiano (peccato che qui siamo a Forks, un paesino da 3.200 abitanti sulle sponde dell'Oceano Pacifico vicino a Seattle con una scuola e un ballo di fine anno da istituto svizzero privato di classe). - L'inseguimento del segugio mi è piaciuto, sono stati 20 minuti di buona tensione; quasi quasi mi affezionavo alla protagonista. Finale dell'episodio surreale e fin troppo facile però.
- La fotografia è buona: insomma, se il budget a disposizione era limitato, diciamo che l'elicottero se li è guadagnati tutti i suoi soldini.
- Si tratta di un cliché ormai collaudato, ma la scelta di usare colori freddi per la pellicola ci sta tutta e ben si adatta all'ambiente, alla vicenda e ai personaggi.

del tratteggio psicologico, soprattutto dei compagni di scuola di Bella che vengono presentati come le tipiche macchiette da liceo californiano (peccato che qui siamo a